Bipolari famosi

Edvard Munch

munch Il pittore, che senz'altro più di ogni altro anticipa l'espressionismo, nasce il 12 dicembre 1863 a Löten, in una fattoria norvegese, secondo di cinque figli.

Dopo la morte della madre, appena trentenne, per tubercolosi, la sorella Karen, pittrice, stimola il talento artistico del piccolo Edvard, così come delle sorelle, che realizzano i primi disegni e acquerelli.

Successivamente, anche la sorella prediletta di Munch, Sophie, muore di tubercolosi a quindici anni e questa esperienza, che toccherà il giovane Edvard nel profondo, verrà successivamente ripresa pittoricamente in diverse opere tra cui "La bambina malata" e "Morte nella stanza della malata".

Tristemente afflitto da una vita segnata dal dolore e dalle sofferenze, vuoi per le numerose malattie, che per i problemi familiari, inizia a studiare pittura. Nelle sue opere troviamo anticipati tutti i grandi temi del successivo espressionismo: dall'angoscia esistenziale alla crisi dei valori etici e religiosi, dalla solitudine umana all'incombere della morte, dalla incertezza del futuro al meccanismo disumanizzante tipico della società borghese.

La sua attività si fa intensa e inizia la collaborazione con il drammaturgo Ibsen, che proseguirà fino al 1906. In quel periodo si verifica un suo ricovero al sanatorio di Faberg per curare gli ormai cronici problemi di alcolismo.

Nell'ottobre del 1908, a Copenaghen, inizia a soffrire di allucinazioni e ha un crollo nervoso. Ricoverato, trasformerà la sua camera in atelier e successivamente per il suo talento verrà nominato "Cavaliere dell'Ordine Reale Norvegese di S. Olav".

Ancora in clinica, scrive il poema in prosa Alfa & Omega che illustra con diciotto litografie; grandi mostre di sue opere e stampe vengono organizzate a Helsinki, Trondheim, Bergen e Brema; diventa membro dell'Associazione degli artisti Mánes a Praga. Inizia a lavorare a un progetto di decorazione murale per l'Aula Magna dell'Università di Oslo ma,colpito da una grave malattia agli occhi, è costretto a un lungo periodo di riposo. Alla sua morte, il 23 gennaio 1944, lascia, come da testamento, tutte le sue opere alla città di Oslo.

 

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