TSO

Trattamento sanitario obbligatorio

Silence theater - 2005

   La legge regola due istituti di coercizione: l'A.S.O. (accertamento sanitario obbligatorio) e il T.S.O. (trattamento sanitario obbligatorio).

COS' E' :  
  Ricovero psichiatrico coatto (contro la nostra volontà)

CHI LO DISPONE   Il T.S.O. (Trattamento Sanitario Obbligatorio) é un provvedimento emanato dal Sindaco che dispone che una persona sia sottoposta a cure psichiatriche contro la sua volontà, normalmente attraverso il ricovero presso i reparti di psichiatria degli ospedali generali (SPDC - Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura).In alcune zone del nostro paese é uso consolidato attuare il TSO, oltre che nei reparti psichiatrici, anche presso il domicilio della persona. Ma in linea generale e nella stragrande maggioranza dei casi, il provvedimento di TSO si risolve nell'accompagnamento coatto, tramite i vigili urbani, presso i reparti psichiatrici.
E’ bene sapere che i ll Sindaco può emanare l'ordinanza di TSO nei confronti di un libero cittadino solo in presenza di due certificazioni mediche che attestino che: 
1. la persona si trova in una situazione di alterazione tale da necessitare urgenti interventi terapeutici  
2. gli interventi proposti vengono rifiutati
3. non é possibile adottare tempestive misure extraospedaliere.


CHI LO CONVALIDA   Le tre condizioni di cui sopra devono essere presenti contemporaneamente e devono essere certificate da un primo medico (che può essere il medico di famiglia, ma anche un qualsiasi esercente la professione medica) e convalidate da un secondo medico che deve appartenere alla struttura pubblica. La legge non prevede che i due medici debbano essere psichiatri.
Le certificazioni oltre a contenere l'attestazione delle condizioni che giustificano la proposta di TSO, devono essere motivate nella situazione concreta. In altre parole non dovrebbero essere ammesse certificazioni che si limitano alla mera enunciazione delle tre condizioni, nè tantomeno prestampati. Così come non dovrebbero essere prese in considerazione certificazioni che si limitano alla sola indicazione della diagnosi. 

 
CHI VIGILA
 Il Giudice Tutelare competente nel territorio del Comune che ha disposto il TSO (generalmente operante presso le preture). A lui il Sindaco deve inviare, entro 48 ore dalla firma, il provvedimento corredato dalle certificazioni mediche. Il Giudice Tutelare assunte le informazioni del caso può convalidare o non convalidare il ricovero.
In realtà l'uso di prestampati è una prassi comune accettata dai sindaci e dai giudici tutelari che dovrebbero vigilare sul rispetto delle procedure e delle garanzie previste dalla legge.


DOVE PUO ESSERE EFFETTUATO  Ricevute le certificazioni mediche, il sindaco dispone , tramite un'ordinanza, il trattamento sanitario obbligatorio facendo accompagnare la persona dai vigili urbani presso un reparto psichiatrico di diagnosi e cura (SPDC). In genere il reparto é scelto secondo la disponibilità dei posti, ma in teoria la legge fornisce il diritto alla persona di scegliere il reparto dove essere ricoverati. Va sottolineato comunque che il TSO può essere realizzato solo in questi reparti. Qualsiasi altro ricovero in una qualsiasi altra struttura psichiatrica o sociale, indipendentemente dalle modalità con cui avviene, é da considerarsi sempre ricovero volontario. Nessuno può essere trattenuto contro la sua volontà presso nessuna di queste strutture e, in SPDC, ciò é possibile solo in presenza di un provvedimento di TSO.

LA NOTIFICA  Un capitolo importante in questa fase, é quello della notifica del TSO a chi vi é sottoposto. La notifica del provvedimento va richiesta nel momento in cui qualcuno ci impone di seguirlo, di assumere una terapia, di entrare in un reparto. In assenza di tale provvedimento, infatti, ogni azione di coazione nei nostri confronti può essere denunciata come reato penale.

IL RICOVERO QUANTO DURA  <7 giorni. Rinnovabili con provvedimento del sindaco su proposta del primario del reaparto psichiatrico .


CHI VIGILA SUL RINNOVO DEL TSO  Sempre il giudice tutelare. A lui il Sindaco manda il provvedimento di proroga del T.S O

CHE DIRITTI ABBIAMO (oltre la notifica già detta)

 1. abbiamo diritto a presentare ricorso avverso al TSO al Sindaco che lo ha disposto. Questi deve risponderci entro 10 giorni. Questo ricorso può essere proposto anche da chi ne ha interesse ( familiari, amici, associazioni...). Per ridurre i tempi conviene inviarne copia al Giudice Tutelare, specie se il ricorso parte entro le prime 48 ore dal ricovero (quando presumibilmente non ha ancora convalidato il provvedimento).
2. abbiamo diritto ad avanzare richiesta di revoca al Tribunale, chiedendo la sospensione immediata del TSO e delegando, se vogliamo, qualcuno a rappresentarci in giudizio.
3. abbiamo diritto a scegliere, ove possibile, il reparto presso cui essere ricoverati.
4. abbiamo diritto a conoscere le terapie che ci vengono somministrate e a poter scegliere fra una serie di alternative;
5. abbiamo diritto a comunicare con chi riteniamo opportuno;
6. abbiamo diritto ad essere rispettati nella nostra dignità psichica e fisica.
Anche se sottoposti a trattamento obbligatorio nessuna contenzione fisica può esserci applicata, se non in via eccezionale e per il tempo strettamente necessario alla somministrazione della terapia.
Gli atti di contenzione di natura punitiva sono reati penalmente perseguibili;
7. abbiamo diritto a dettare nella nostra cartella clinica ogni informazione riguardante il nostro stato di salute e i trattamenti che riceviamo;
8. abbiamo diritto a conoscere i nomi e la qualifica degli operatori del reparto (essi devono indossare cartellini di riconoscimento).

Fonte

 

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